NO alla "vendita impossibile" dell'ex Liceo Classico e Casa del Popolo di Fidenza

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Forse non tutti i cittadini di Fidenza sanno che nel bilancio di previsione del Comune per il 2010 - approvato dalla maggioranza di centro-destra rappresentata dal Sindaco Cantini - tra le principali fonti di entrata è previsto l’introito derivante dalla vendita del fabbricato che ospitava il Liceo Classico, meglio conosciuto come ex Casa del Popolo e, ancor prima, come Casa del Fascio.

L’importo messo a bilancio è fissato in 3 milioni di euro: una prima parte di € 2.220.000 dovrebbe entrare nel 2010, mentre nel 2011 si incasserebbero i rimanenti € 780.000.

Questa somma dovrebbe essere impiegata per eseguire opere di manutenzione straordinaria degli immobili comunali, principalmente le scuole, poi le aree verdi, i cimiteri ed altro ancora: si tratta quindi di un’operazione di primaria importanza per l’economia generale del Comune e per le sue attività.

Noi riteniamo che a questa vendita si debbano dire DUE NO netti e risoluti, e non certo perché siamo contrari alle necessarie manutenzioni, ma perché queste non possono dipendere da un’azione che presenta diversi aspetti negativi.

Siamo certi che questa cifra vada decisamente ridimensionata, a tal punto che la vendita non risulterebbe più conveniente, e questo se la competente Soprintendenza ai Beni Architettonici acconsentisse alla vendita senza porre eccessivi vincoli e limiti all’utilizzo, perchè, in caso contrario, l’operazione sarebbe praticamente impossibile. Assodato quindi che, fatto salvo il miracolo dato dall’interesse di un amatore/benefattore, il fabbricato non verrà mai venduto a 3 milioni di euro non c’è più alcun interesse concreto del Comune a venderlo a una cifra inferiore. Dopo aver esposto le nostre ragioni, vogliamo porre al Sindaco alcune domande: Con una spesa non ingente il fabbricato può essere sistemato per funzionare al meglio ed essere utilizzato per scopi di interesse pubblico. Perché questa Amministrazione vuole disfarsi di un bene prezioso e potenzialmente utile già da ora e, ancor più nel futuro? Invitiamo il Sindaco Cantini a rivedere la sua decisione poichè essa è culturalmente ed economicamente sbagliata e non è giustificata dalla necessità “di far cassa”, si tratta di una scelta miope e di scarso respiro, e Fidenza non ne ha proprio bisogno. Altri possono essere i metodi e i modi per garantire servizi ed opere senza dover privarsi dei gioielli di famiglia venduti i quali, dopo, cosa rimane?




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