Mandiamo a casa la Gelmini e il governo Berlusconi!

In difesa della Scuola Pubblica


«Non è aumentando il numero delle ore o le risorse che si migliora la qualità. Puntiamo su una valorizzazione dei docenti e sull’avere un minor numero di ore di lezione ma con un maggiore peso specifico». Basterebbe quest’affermazione della ministra Gelmini per far capire quali sono le intenzioni del governo riguardo alla scuola. Il ministro, oltre a mostrare di non aver la benché minima conoscenza del sistema scolastico italiano, prosegue (dopo Moratti e Fioroni) sulla strada dello smantellamento della scuola pubblica italiana.

Per il prossimo triennio è previsto un taglio alla scuola di più di 8 miliardi di euro. I tagli al personale (90 000 docenti e 45 000 ATA in meno) comporteranno non solo l’impossibilità di avere un insegnamento lineare e continuativo nelle classi, ma innalzeranno il già alto numero degli alunni per classe. I pensionamenti dei docenti non saranno più compensati dai nuovi ingressi, e questo permetterà di innalzare (come esplicitamente indicato nel decreto legge) l’attuale rapporto alunni/docenti di un punto. Sarebbe questa la valorizzazione dei docenti secondo la ministra?!

Per quei docenti precari invece che verranno lasciati a casa, se saranno fortunati ci sarà un posto di lavoro nel settore del turismo. Alle assurdità non c’è mai fine. Un docente, con abilitazione all’insegnamento, vincitore di concorso pubblico, si ritroverebbe, dopo anni di lavoro precario nelle scuole, a lavorare nel settore turismo. Come se non bastasse ci sarà poi il ritorno al maestro unico nella scuola elementare (tra le migliori d’Europa) mobilità per maestre/i e la riduzione dell’orario scolastico, cioè il tentativo di distruggere il tempo pieno. Questo metterà in forte difficoltà quelle famiglie di lavoratori che, non potendo più usufruire del tempo pieno, saranno costrette a trovare altre soluzioni per la custodia dei propri figli, naturalmente con pesanti conseguenze sui bilanci di famiglie, che già non riescono ad arrivare a fine mese! Nelle scuole superiori si ritorna al voto in condotta che può determinare anche la bocciatura di uno studente. Il recupero di strumenti di questo tipo è, secondo la ministra, l’unico modo per combattere il bullismo... non serve aggiungere altro a queste ridicole affermazioni! Non per ultima, anche l’università verrà toccata, è sufficiente dire che all’ateneo di Parma ci saranno tagli di 30 milioni di euro nei prossimi 5 anni. Per questo, ora più che mai, risulta necessario opporsi a questo ulteriore attacco alla scuola pubblica e avviare un percorso di lotta per un sistema scolastico di qualità.






Scarica e diffondi il volantino

Torna alla home